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Discorso di Mattarella: ‘Giorni travagliati, ma non potevo sottrarmi’

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Il presidente rieletto della Repubblica, Sergio Mattarella, in un’Aula di Montecitorio vestita a festa con drappi rossi e 21 bandiere tricolore, ha prestato giuramento di fronte alle Camere riunite in seduta comune e ai delegati regionali che gli hanno tributato un lungo applauso. Contemporaneamente il cannone del Gianicolo ha sparato 21 salve. “Giuro di essere fedele alla Repubblica e di osservarne lealmente la Costituzione”, le parole pronunciate dal capo dello Stato, prima di iniziare il suo discorso di insediamento.

“Il Parlamento e i rappresentanti delle Regioni hanno preso la loro decisione, è per me un nuova chiamata inattesa alla responsabilità alla quale non posso e non ho inteso sottrarmi – ha spiegato il capo dello Stato – Il Parlamento ha concluso i giorni travagliati della scorsa settimana, travagliati per tutti, anche per me- Nel momento in cui mi hanno comunicato l’esito della votazione ho parlato delle emergenze sanitarie, economiche e sociali, non possiamo permetterci ritardi e incertezze.

La lotta contro il virus non è conclusa”.

“Nuove difficoltà si presentano, famiglie e imprese dovranno far fronte agli aumenti del costo dell’energia. Preoccupa la scarsità e l’aumento del prezzo di alcuni beni di importanza fondamentale per i settori produttivi”, ha sottolineato Mattarella, per il quale “l’Italia è un grande paese. Lo spirito di iniziativa degli italiani, la loro creatività ci hanno permesso di ripartire e raggiungere risultati che ci collocano nel gruppo di ripresa dell’Ue, ma questa ripresa per consolidarsi e non risultare effimera ha bisogno di progettualità”.

“I tempi duri che abbiamo vissuto ci hanno lasciato una lezione: dobbiamo dotarci di strumenti nuovi per prevenire possibili futuri globali e per gestirne le conseguenze, per mettere in sicurezza i nostri concittadini – ha detto ancora il capo dello Stato -. L’impresa a cui si sta ponendo mano richiede il concorso di ciascuno: forze politiche e sociali, istituzioni, imprese e sindacati, amministrazioni pubbliche, giovani e anziani, siamo tutti chiamati”.
Il presidente ha parlato poi di riforme, chiarendo che “un profondo processo riformatore deve interessare anche il versante della giustizia. Per troppo tempo è divenuto sovente un terreno di scontro”.

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